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Norme redazionali Tesi triennale 

Norme di massima per redigere la tesi triennale.

A partire dagli appelli di novembre 2015 l’elaborato di tesi non potrà essere consegnato in forma cartacea ma dovrà essere caricarlo come file in formato .pdf su Studenti Online entro la le date indicate nell’apposita sezione, attenendosi alle seguenti norme di Formattazione:

1) I testi devono essere redatti utilizzando il font Times New Roman
2) Il corpo del carattere deve essere 12 (le note vanno in corpo 10)
3) La misura dei margini destro-sinistro e superiore-inferiore deve essere di 2,5 cm.
4) L’interlinea deve essere 1,5.

Regole per la citazione in nota dei testi consultati

Libri

· Nome e Cognome dell’autore/i (per esteso; se gli autori sono due o tre, i nomi vanno separati da una virgola; se più di tre, vanno omessi e la citazione inizia col titolo dell'edizione)

· [se ci sono uno o due curatori: Nome e Cognome del curatore/i (a cura di); in caso di più di due curatori, si cita il primo seguito dalla formula et al.],

· Titolo e Sottotitolo dell'opera,

· [eventuale numero del volume dell’opera consultato: vol. seguito da cifra romana],

· Luogo di edizione [se nel libro non è indicato scrivere: s.l.],

· Editore, [se non è indicato scrivere [s.e.]

· Anno di edizione [se nel libro non è indicato scrivere: s.d.],

· indicazione della/e pagina/e consultate: p./ pp.

Es.: Cesare Segre e Carlo Ossola (a cura di), Antologia della poesia italiana. Vol. V: Seicento, Torino, Einaudi, 2001, p. 21 o pp. 27-28.

Articoli di riviste, quotidiani e altri periodici, opuscoli

· Nome e Cognome dell’autore/i (per esteso),

· Titolo e Sottotitolo dell’articolo (in corsivo),

· Titolo della rivista/quotidiano/periodico/opuscolo (tra virgolette cosiddette a sergente, «...»),

· numero del volume (annata, in numero romano), anno, numero di fascicolo (in numero arabo)

· indicazione della/e pagina/e consultate: p./ pp.

Es.: Giovanna Cordibella, Verso un classicismo europeo. Carducci e le origini della ricezione italiana di Hölderlin, in «Studi e problemi di critica testuale», LXXV, 2007, pp. 97-117.

Capitoli di libri, saggi in miscellanee

· Nome e Cognome dell’autore/i (per esteso; se gli autori sono due o tre, i nomi vanno separati da virgola; se più di tre, vanno omessi e la citazione inizia col titolo dell'edizione),

· Titolo e Sottotitolo della capitolo o saggio,

· in

· Nome e Cognome dell’autore/i dell’opera collettiva (per esteso; se gli autori sono due o tre, i nomi vanno separati da virgola; se più di tre vanno omessi e la citazione iniza col titolo dell'edizione) [se ci sono uno o due curatori: Nome e Cognome del curatore/i (a cura di); in caso di più di due curatori, si cita il primo seguito dalla formula et al.],

· Titolo e Sottotitolo della miscellanea,

· [eventuale numero del volume dell’opera consultato: vol. seguito da cifra romana],

· Luogo di edizione [se nel libro non è indicato scrivere: s.l.],

· Editore,

· Anno di edizione [se nel libro non è indicato scrivere: s.d.],

· indicazione della/e pagina/e consultate: p./ pp..

Es.: Giovanna Cordibella, Carducci e la cultura tedesca, in Emilio Pasquini, Vittorio Roda (a cura di), Carducci nel suo e nel nostro tempo, Bologna, Bononia University Press, 2009, pp. 355-383.

 

Modalità relative alla scrittura delle note: citazione di un’opera in nota

· citata per la prima volta: valgono le Regole per la citazione in nota dei testi consultati

· già citata in precedenza:

- Nome (solo l’iniziale puntata) e Cognome (per esteso)  dell’autore/i (nel caso, separati da una virgola)

- [se c’è un curatore, o ci sono curatori: Nome (iniziale) e Cognome (per esteso) del curatore/i (a cura di)],

- op. cit.,

- indicazione della/e pagina/e consultate: p./ pp.

Esempio: G. Cordibella, op. cit., p. 360.

· citata immediatamente dopo una nota con la medesima opera:

- nello stesso luogo ma in p./pp. diversa/e: Ivi, p./pp.

- nello stesso luogo e nella/e stessa/e p./pp.: Ibidem

- se si cita lo stesso autore della nota precedente (con opera diversa): Idem / Id. [per l'autore] o Eadem / Ead. [per l'autrice]

Abbreviazioni più consuete da usare in nota o nel testo

Anon.          Anonimo

art.              articolo (per articoli di Legge)

c.                carta (plurale: cc.)

cap.            capitolo (plurale: capp.)

cfr.             confrontare, vedere anche, riferirsi a

cit.              opera già citata in precedenza (se dell’autore/i si citano altre opere)

ed.             edizione

fig.              figura (plurale: figg)

infra.           vedi sotto

supra          vedi sopra

loc. cit.       luogo citato

MS             manoscritto (plurale: MSS)

N.B.              nota bene

n.s.             nuova serie

n.                numero (plurale: nn.)

op. cit.       opera già citata in precedenza

passim      qua e là (quando non ci si riferisce a un luogo preciso del testo)

p.               pagina (plurale: pp.)

par.            paragrafo (plurale: parr.); anche: §

r                 recto

s.d.            senza data (di edizione)

s.l.             senza luogo (di edizione)

seg.           seguente

sez.           sezione

sic             così (scritto così proprio dall’autore che viene citato)

NdA           nota dell’autore (di solito tra parentesi quadre)

NdT           nota del traduttore (di solito tra parentesi quadre)

NdC           nota del curatore (di solito tra parentesi quadre)

NdR           nota del redattore

tab.            tabella

tav.             tavola

trad.           traduzione (anche: tr.)

v                 verso

vol.             volume (plurale: voll.)

 

Segni più consueti da usare nel testo e in nota

[...]              segnalazione di ellissi (omissione o taglio) attuata all’interno del testo che si intende citare. Se questo segno compare all’interno del testo, vuol dire che lo scrivente ha riportato brani da un testo originale apportandovi delle ellissi

«…»          virgolette caporali: devono essere usate:

a) segnalare una citazione all’interno del testo; b) indicare il Nome della rivista/quotidiano/periodico/opuscolo

“…”            virgolette alte doppie: devono essere usate: a) segnalare l’uso del discorso diretto; b) quando si desidera enfatizzare un termine o una frase; c) per citare titoli e sottotitoli di testi contenuti in opere collettive; d) per citare internamente a frasi già incluse in virgolette caporali («..."..."...»)

‘…’             virgolette alte singole: vanno usate al posto delle virgolette doppie quando si trovano in un testo che è già racchiuso tra virgolette doppie

[ ]                parentesi quadre: per segnalare all’interno di un testo non originale (cioè citato) una qualsiasi intromissione dello scrivente

corsivo         da utilizzare nel momento in cui compaiono nel testo termini stranieri (rispetto all’italiano) o in latino/greco, nonché quando sono citati 

 

Bibliografia

La Bibliografia va redatta in ordine alfabetico per cognome dell’autore / per titolo di miscellanea. Se ci sono più edizioni dello stesso autore esse vanno indicate in ordine cronologico dalla più vecchia alla più recente. È consigliabile suddividere la Bibliografia in sezioni che comprendono fonti primarie (testi e fonti inedite) e letteratura critica (secondaria).

 

Fonti Web

Oltre alla bibliografia la tesi può contenere una sitografia: si tratta di un elenco di indirizzi Web consultati, da disporre in ordine alfabetico.

Nella tesi le citazioni dal Web possono essere di vario genere:

1. Si può citare semplicemente un sito di riferimento, ad esempio http://www.archive.org/index.php

2. Si può citare un articolo preso da un sito Web:

Maurizio Boscarol, “Che cos’è l’usabilità dei siti Web”, 30/11/2000, http://www.usabile.it/012000.htm

3. Occorre inserire la data di ultima consultazione della risorsa (ultima consultazione: gg.mm.aaaa)

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