Vai alla Homepage del Campus di Forlì Laurea in Mediazione linguistica interculturale

Redazione della tesi e voto finale

La scelta dell’argomento e le norme redazionali per la stesura della tesi per la prova finale.

1. Norme generali

Secondo quanto stabilito dal Regolamento Didattico del Corso di Laurea in Mediazione Linguistica Interculturale, la prova finale consiste nella stesura di un elaborato scritto.

Per essere ammesso alla prova finale lo studente deve presentare domanda di laurea secondo le scadenze e le modalità indicate a questa pagina.

2. Valutazione dell’elaborato


L’elaborato sarà valutato prima dal docente relatore che proporrà un punteggio da 0 a 5, poi dalla Commissione di laurea, che tenuto conto del punteggio proposto dal relatore, attribuirà il punteggio definitivo e lo sommerà alla votazione attribuita alla carriera, determinando così il voto di laurea. Non è prevista la discussione orale dell’elaborato.

3. Caratteristiche generali dell'elaborato

All'elaborato finale sono attribuiti 5 crediti. La preparazione dell'elaborato dovrebbe impegnare lo studente per circa 125 ore, indicativamente a un mese di lavoro.

  • Lingua: l'elaborato finale potrà essere scritto in italiano o nella lingua straniera studiata come prima, seconda o terza lingua. Si ricorda che ogni lingua ha specifiche convenzioni per la scrittura accademica, che vanno rispettate.
  • Argomento: è accettato qualsiasi argomento correlato a insegnamenti della Sede o a interessi personali degli studenti. L’argomento deve essere concordato con un docente, che sarà il relatore dell’elaborato.
  • Estensione: l'elaborato dovrà avere un’estensione di 20/25 pagine.  Ogni pagina dovrà contenere 32-35 righe di testo, ciascuna riga dovrà' essere di 65-70 caratteri di tipo prestabilito: Times (carattere di tipo serif, con grazie) o Courier (carattere a larghezza fissa) o Helvetica (carattere di tipo sans serif, senza grazie: Linotype Helvetica, Arial, ...);  Scrittura in recto e verso (fronte e retro);

Relatore: tutti i docenti della Vicepresidenza di sede (ex SSLMIT) possono fungere da relatore. Per una distribuzione ottimale del carico didattico ogni docente segue 5 elaborati per anno accademico. Compiti del relatore:

  1. concordare con lo studente l’argomento dell’elaborato e fornirgli gli strumenti per l’avvio del lavoro;
  2. verificarne lo sviluppo in corso d’opera;
  3. valutare l’elaborato definitivo e indicare allo studente e alla Commissione la proposta di valutazione, che concorre a determinare il voto di laurea.
  • Commissione: la Commissione, nominata per ogni anno accademico dal Consiglio di Corso di studi ha il compito di formulare il voto di laurea.

4. Tipi di elaborati

Qualsiasi argomento di interesse per lo studente - anche se non rapportabile ai contenuti dei corsi seguiti nel triennio, può diventare oggetto dell’elaborato. Presentiamo qui, a titolo d’esempio, alcuni suggerimenti collegati al percorso didattico del triennio. Ogni docente può comunque concordare con gli studenti altri argomenti o modalità di lavoro.

a. area della traduzione

  • Il testo da tradurre può appartenere a qualunque tipologia testuale (testo su supporto cartaceo o multimediale di divulgazione scientifica, articolo tratto da riviste specializzate, testo breve di carattere letterario…). Il candidato può scegliere, consigliato dal relatore, se tradurre il testo integralmente (nel caso di testi brevi) o limitarsi a una singola parte.
  • L’elaborato nell’area della traduzione può altresì consistere in un lavoro di analisi critica di una traduzione già esistente. Anche in questo caso non esiste limitazione per ciò che concerne i vari generi testuali né il supporto di pubblicazione.

b. area della mediazione linguistica orale

L’elaborato potrebbe consistere nella trascrizione di un testo dialogico o nell’analisi di un breve incontro mediato da un interprete

c. area terminologica

L’ambito di ricerca deve essere limitato Uno stesso settore merceologico o tipo di servizi può essere affidato a più studenti, ciascuno dei quali approfondisce una fase del lavoro. Per fare un esempio, uno studente può occuparsi della costruzione del corpus di riferimento per una delle lingue coinvolte nel progetto; oppure dell’estrazione della terminologia bilingue di corpora costruiti da altri studenti, o, ancora, della stesura di 10/15 schede terminologiche.

d. area del doppiaggio/sottotitolaggio

Si può proporre una traduzione basata sui dialoghi o sui sottotitoli di un telefilm o di un film o riferita ad altri tipi di prodotto doppiato o sottotitolato.

e. area della descrizione linguistica

Anche se il tempo non consente studi di grande spessore teorico, è possibile fare ricerche su come certi fatti (già descritti e interpretati) si manifestano in un particolare tipo di testo scritto o orale. Alcuni esempi: la funzione di alcuni segnali discorsivi in un dibattito televisivo; le forme di attenuazione in un articolo giornalistico di argomento politico; figure retoriche o tratti stilistici in un corpus di testi omogenei (ad esempio pubblicità, stampa, film, ma anche poesia o narrativa).

f. area letteraria

L’ambito di ricerca deve essere limitato, per esempio all’analisi di un elemento di un testo

g. ricerche documentarie

Possono diventare oggetto di elaborati finali ricerche bibliografiche su argomenti diversi (sul modello di quelle effettuate nell’ambito di letteratura italiana I).

h. Elaborati connessi al tirocinio

Possono essere di vari tipi, ad esempio:

  • presentazione di un case-study affrontato durante lo stage;
  • valutazione critica di risorse tecnologiche utilizzate;
  • traduzioni commentate, fatte durante lo stage, all’interno dei vincoli imposti dalla realtà professionale;
  • elaborazione di schede terminologiche relative a progetti aziendali;
  • relazioni su progetti attivati dall’azienda, pertinenti a una laurea in Mediazione Linguistica.

Attenzione:

È tassativamente vietato riprodurre il sigillo dell'Università degli Studi di Bologna nei frontespizi della tesi di laurea. Contro i trasgressori si procederà giudizialmente per attività di contraffazione del sigillo (R.D. 21/6/1942, modificato dal Decreto legislativo nº 480 del 1992 emanato in attuazione della direttiva comunitaria nº 10 del 1989 e ulteriormente modificato dal decreto legislativo nº 198 del 1996).