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Escursione didattica - Aprile 2012

13 aprile 2012 a Monte Adone - Laboratorio Ecosistemico.




Fotografie



Nell’escursione del 13 aprile 2012 a Monte Adone, facendo base a Brento, siamo saliti per via Vallazza, da lì abbiamo risalito il sentiero fermandoci poi al grande spiazzo pianeggiante ricco di piante erbacee (l’azzurra Globularia cordifolia, un solo esemplare di Ophrys sphegodes, diversi fiori di Orchis morio, Anemone hortensis, le abbondanti cistacee Helianthemum apenninum e H. canum, notevoli estensioni della odorosa composita mediterranea Helichrysum italicum). La maggior parte dei fiori però erano chiusi per la pioggia.

 

 

 





 

 

 

 




 

Ripreso il sentiero siamo entrati nel bosco di carpino nero (Ostrya carpinifolia), roverella (Quercus pubescens) e orniello (Fraxinus ornus), qua e là con esemplari di acero loppio (Acer opulifolium). Al primo tornante a destra ci siamo soffermati a osservare i “denti di cane” (la gigliacea Erythronium dens-canis) ormai fruttificata, con le foglie di colore verde e grigio, mentre in marzo all’inizio del breve periodo vegetativo sono vivacemente chiazzate anche di rosso-bruno; il curioso fenomeno è attualmente studiato nei laboratori universitari di Bologna e Padova.
Salendo verso il pianoro sommitale, che conserva tracce della “linea gotica” che qui passava verso la fine della II guerra mondiale (autunno 1944 - aprile 1945), abbiamo ammirato soprattutto i grandi cespugli di ginepro (Juniperus communis), erica arborea in fiore (Erica arborescens), la ginestra comune (Spartium junceum) e altre gialle fioriture di leguminose come la Coronilla emerus e il piccolo Cytisus hirsutus. Particolare attenzione meritano due piante che si trovano sul ciglio della montagna: il leccio (Quercus ilex), indice di mediterraneità, che nel Bolognese forma boschetti sulle pendici rocciose rivolte a sud; e l’olivello spinoso (Hippophaë rhamnoides), fissatore di azoto grazie a simbiosi radicale con batteri filamentosi Frankia, è qui presente con pochi residui esemplari.
Lo scuro leccio ci ha accompagnato in cima al Monte Adone (m. 654) e nella discesa sull’opposto versante nord-ovest, costeggiando il dirupo. A proposito di dirupi, è da ricordare che le rocce a strapiombo del Contrafforte Pliocenico ospitano la nidificazione del falco pellegrino e del gheppio, e del lanario lì vicino. In giornate soleggiate sono numerose le farfalle sul Contrafforte, in particolare la vistosa Iphiclides podalirius e il giallo macaone (Papilio machaon).
Arrivati alla selletta con cartello segnaletico, ricca di grandi viole chiare (Viola reichenbachiana), polmonarie (Pulmonaria apennina) e anemoni bianche (Anemone nemorosa), si trovano esemplari del non comune carpino bianco (Carpinus betulus) e della lantana (Viburnum lantana). Dalla selletta siamo scesi rapidamente per una valletta sulla strada a Raieda di Sopra, in vista del complesso di recupero faunistico di Monte Adone. In mezz’ora di cammino in piano sulla via del ritorno a via Vallazza e a Brento, ci siamo fermati a guardare sull’umida parete di arenaria le molte viole azzurre (Viola riviniana) e le epatiche con sporangi (Briofite: Conocephalum).

Prof. Paolo Pupillo

Escursioni precedenti
23 Aprile 2011