Laurea Magistrale in Scienze archeologiche e bioarcheologiche in ambiente terrestre e marittimo

Prospettive

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6703 - Beni archeologici, artistici e del paesaggio: storia, tutela e valorizzazione

6256 - Scienze archeologiche e bioarcheologiche in ambiente terrestre e marittimo

Profilo professionale e sbocchi occupazionali e professionali previsti per i laureati

ARCHEOLOGO - ARCHEOLOGO NAVALE E SUBACQUEO

La figura dell’archeologo rientra fra i profili dei Professionisti per i Beni Culturali riconosciuti dal MIC, come “professioni non regolamentate”, vale a dire come professioni che possono essere esercitate senza l’iscrizione a un Ordine o un Albo. Tuttavia, gli archeologi possono entrare negli elenchi professionali ministeriali secondo quanto stabilito dall’articolo 9 bis del Codice dei beni culturali e del paesaggio (Dlgs 42/2004).

Funzioni

L’archeologo e l’archeologo navale e subacqueo si occupano di:

  • identificare, documentare, studiare, valorizzare e salvaguardare siti, contesti, materiali mobili e immobili che possano annoverarsi fra i beni di interesse archeologico, in ambiente terrestre e/o subacqueo;
  • organizzare e coordinare, in collaborazione con altre figure professionali, attività connesse alla pianificazione paesaggistica e alla programmazione di interventi urbanistici o di urgenza;
  • contribuire alle perizie e alle procedure di autenticazione di materiali archeologici in ambito forense, identificando le strategie diagnostiche opportune e i laboratori competenti e rilasciare consulenze su siti e contesti archeologici terrestri e sommersi;
  • svolgere ruoli di curatela e/o direzione di enti museali, aree e parchi archeologici terrestri e marittimi e curare collezioni ed esposizioni di beni archeologici;
  • condurre attività di ricerca e comunicazione archeologica di taglio scientifico e divulgativo;
  • progettare attività di formazione e sensibilizzazione al rispetto e alla tutela del patrimonio archeologico in luoghi della cultura e nell’ambito dei ruoli previsti dalle amministrazioni locali per la promozione del territorio.

 

Competenze

L’archeologo è in grado di:

  • analizzare e interpretare i processi di formazione dei depositi archeologici, avendo acquisito una formazione completa dal punto di vista storico e sviluppato competenze tecniche e metodologiche di tipo teorico e pratico;
  • l’archeologo subacqueo è in grado di trasferire a contesti sommersi le competenze teoriche e pratiche necessarie allo svolgimento dello scavo stratigrafico e di documentare i contesti mediante l’applicazione di metodologie ad hoc;
  • condurre ricerche approfondite sui dati raccolti selezionando tutte le fonti di conoscenza disponibili per fornire un inquadramento culturale, cronologico, tipologico e funzionale a contesti e materiali mobili e immobili e valutarne la rilevanza anche a fini conservativi e di pubblica fruizione;
  • progettare, dirigere, coordinare, monitorare e collaudare interventi di conservazione, manutenzione, restauro, protezione, trasferimento e movimentazione di beni archeologici mobili, ricorrendo a specifiche cautele e strategie di primo intervento per quanto concerne la protezione dei rinvenimenti in acqua e la loro estrazione e custodia prima del restauro;
  • svolgere attività ispettive e di vigilanza sui beni, contesti monumenti e siti archeologici e tutelarne la valenza culturale nella progettazione paesaggistica;
  • comunicare i risultati della ricerca archeologica adattandosi ai differenti interlocutori, anche grazie alla capacità di gestire strumenti informatici e tecnologici adeguati a esigenze comunicative o di contesto diverse;
  • collaborare con organizzazioni nazionali e internazionali volte alla cooperazione o alla consulenza nella salvaguardia del patrimonio archeologico, anche per incentivare e promuovere forme di turismo sostenibile.

 

Sbocchi

  • Istituzioni ed enti pubblici: Università, Soprintendenze, Musei, Istituti di ricerca, Aree e Parchi archeologici, Parchi archeologici e naturalistici, Uffici territoriali nel settore dei beni culturali, Amministrazioni comunali, Tribunali.
  • come libero professionista o dipendente l’archeologo può operare nel privato e nel terzo settore: in fondazioni, imprese/società e cooperative archeologiche specializzate che collaborano con gli enti di tutela per interventi archeologici in contesti terrestri e/o sommersi; operatori turistici specializzati nell’organizzazione di itinerari di viaggio a tema archeologico, case editrici.
  • Ambito internazionale: musei, centri di ricerca, progetti espositivi o digitali, ambiti professionali definiti secondo le linee dell’ESDP (European Scientific Diving Panel, Marine Board della European Science Foundation).

Lo sbocco occupazionale nell’ambito delle Soprintendenze e negli enti del MIC in ruoli dirigenziali (Funzionario archeologo; funzionario archeologo subacqueo) è possibile dopo il conseguimento del titolo di Specializzazione in Beni archeologici e/o del Dottorato di Ricerca in Archeologia.

Lo sbocco occupazionale nell’ambito dell’insegnamento nelle scuole secondarie è possibile nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa.

 

ANTROPOLOGO FISICO

La figura dell’antropologo fisico rientra fra i profili dei Professionisti per i Beni Culturali riconosciuti dal MIC, come “professioni non regolamentate”, vale a dire come professioni che possono essere esercitate senza l’iscrizione a un Ordine o un Albo. Tuttavia, gli antropologi fisici possono entrare negli elenchi professionali ministeriali secondo quanto stabilito dall’articolo 9 bis del Codice dei beni culturali e del paesaggio (Dlgs 42/2004).

Funzione

L'antropologo fisico si occupa di:

  • identificare, studiare, documentare, gestire, valorizzare e salvaguardare tutto ciò che si può ascrivere alla classe dei beni antropologici e paleo-antropologici;
  • svolgere ricerche sull’essere umano dal punto di vista biologico ed evolutivo grazie allo studio di rinvenimenti fossili o resti scheletrici umani da scavo e/o collezione;
  • affrontare indagini di bioarcheologia, nei suoi aspetti osteologici, paleodemografici molecolari e di antropologia forense mediante l’identificazione di resti umani in ambito giudiziario;
  • studiare l’evoluzione delle culture e le diverse strategie di sussistenza delle popolazioni umane;
  • dirigere musei e luoghi della cultura e curare collezioni e mostre di interesse antropologico, paleoantropologico ed etnografico;
  • svolgere attività di pubblicazione scientifica e divulgativa, alta formazione, didattica e educazione nel campo dell'antropologia, della paleoantropologia e delle discipline affini e collegate.

 

Competenze

L’antropologo fisico è in grado di:

  • ricostruire la storia del popolamento umano attraverso lo studio di marcatori bioantropologici e molecolari;
  • affrontare e padroneggiare il tema della biodiversità delle popolazioni umane in rapporto ai processi di adattamento e quello della biologia umana anche al fine di comprendere la differente reazione delle popolazioni umane dinanzi alle patologie;
  • identificare, analizzare e classificare resti scheletrici anche con l’ausilio di strumenti digitali;
  • valutare le caratteristiche antropometriche e della composizione corporea e comprenderne la relazione con l’attività motoria e il ciclo della vita.

 

Sbocchi

  • Istituzioni ed enti pubblici: Università, Soprintendenze, Musei, Istituti di ricerca, Tribunali.
  • Ambito internazionale: musei, centri di ricerca, progetti espositivi o digitali che curino aspetti di interesse antropologico, paleoantropologico ed etnografico.

Lo sbocco occupazionale nell’ambito delle Soprintendenze e negli enti del MIC in ruoli dirigenziali (Funzionario antropologo) è possibile dopo il conseguimento del Dottorato di Ricerca in Antropologia.

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Corso di Beni archeologici, artistici e del paesaggio: storia, tutela e valorizzazione - codice 6703
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