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Redazione della tesi e voto finale

La scelta dell’argomento e le norme redazionali per la stesura della tesi per la prova finale.

SCELTA E PROPOSTA DELL’ARGOMENTO

Per laurearti devi proporre un argomento di tesi a un professore, scelto fra i docenti del tuo Corso, che valuterà la congruità della tua proposta in relazione al piano di studi.

Dovrai dimostrare di essere in grado di costruire una bibliografia di base sull'argomento, di sintetizzarla e rielaborarla in forma saggistica, nel rispetto delle norme redazionali.

NORME REDAZIONALI

Le norme redazionali di base per la stesura della tesi:

  • lunghezza minima dell’elaborato: 240.000 battute (spazi inclusi) corrispondente a 120 cartelle;
  • font Times New Roman o Arial;
  • corpo del testo di 12 o 13 punti (le note vanno in corpo 10);
  • margini destro-sinistro e superiore-inferiore di 2,5 cm;
  • interlinea 1,5 cm.

VOTO FINALE

La Commissione di laurea valuterà il tuo percorso nel complesso: tesi, curriculum degli studi compiuti, tempi di completamento del percorso universitario, eventuali trasferimenti da altro Corso, applicando regole specifiche.

La valutazione della commissione è espressa in centodecimi (110). In caso di valutazione positiva, la prova s'intende superata con una votazione minima di 66/110 e massima di 110/110. La Commissione in caso di votazione massima più concedere la lode su decisione unanime.

Consulta le informazioni su come calcolare la media di laurea in base al tuo ordinamento degli studi.

I criteri per la valutazione della tesi sono:

  • originalità dell'argomento
  • correttezza metodologica
  • livello di approfondimento
  • adeguatezza della scrittura e redazione dell'elaborato
  • capacità espositiva e di presentazione dell'elaborato.

Punteggio attribuibile alla tesi di laurea:

 all’elaborato finale possono essere attribuiti al massimo 5 punti. Quanto alla lode: per il candidato che abbia una media da 105 a 107 sarà possibile prevedere la lode finale solo in presenza di almeno 3 lodi nel curriculum disciplinare; da 108 a 110 la lode finale si potrà attribuire a prescindere dal numero di quelle acquisite nei singoli esami (delibera assunta alla unanimità dal Consiglio del CdS in data 20 aprile 2017).

La Commissione di laurea, tenuto conto della discussione della tesi e del tuo curriculum, deciderà il voto finale che sarà proclamato in sede di sedute di laurea.

REATO PENALE - DIRITTO D'AUTORE 

È importante che le laureande e i laureandi, nell’intraprendere il percorso di elaborazione e stesura della tesi finale, siano consapevoli che è un reato penale copiare, anche solo in parte, la tesi di laurea o presentare come propria la tesi scritta da altri (Art. 1 L. 475/1925 e Art. 2 L. 475/1925; si veda inoltre Cass., Sez. III, 12 maggio 2011, n. 18826).

 

Secondo la legge italiana, quando una persona si appropria di elementi di un'opera altrui per introdurli in un'altra opera a proprio nome, a configurarsi è una "contraffazione qualificata e aggravata", ossia una riproduzione abusiva di un'opera altrui con appropriazione di paternità (L. 633/ 1941).

Nell’ambito del diritto d’autore, costituisce dunque “plagio” l'appropriazione tramite copia totale o parziale di un'opera dell'ingegno realizzata da altri, anche quando siano inserite nella propria opera solo parti di altre senza indicarne la fonte.

 

Il plagio è condannato e punito dall’Università di Bologna. Si vedano il Codice Etico dell’Università di Bologna (https://www.unibo.it/it/ateneo/chi-siamo/codice-etico-e-di-comportamento, articoli 25 e 44) e il regolamento degli studenti (http://www.normateneo.unibo.it/Regolamento_studenti.htm, articolo

24).

 

In campo scientifico e letterario, si commette un plagio ogni volta che si spaccia per proprio il lavoro di qualcun altro. Questo comportamento è disonesto nei confronti delle autrici e autori originari, del/la docente che deve valutare le prove didattiche, e di chi legge il testo. Nelle tesi di laurea o nelle relazioni e saggi scritti per un esame il plagio può manifestarsi come:

  1. copia-incolla del lavoro di un’altra persona, parola per parola, senza una corretta citazione;
  2. ampia parafrasi del lavoro di un’altra persona senza la citazione della fonte, modificando con sinonimi alcuni termini ecc.;
  3. traduzione da altra lingua di un brano altrui, senza indicazione della fonte;
  4. una teoria o il pensiero di un’altra persona presentato come proprio, senza indicarne l’autore e la fonte;
  5. un lavoro scritto da un collaboratore o da un’altra persona presentato come proprio, anche nel caso in cui l’altra persona sia d’accordo.


Benché sia possibile riportare nella propria tesi brani tratti da altri autori, per non incorrere nel reato di plagio è necessario che chi legge possa distinguere con chiarezza quali parti della tesi siano scritte o ideate dalla laureanda/dal laureando e quali siano prese da altre opere (pubblicate sia in forma scritta che in formato audio o video) .

A questo scopo si deve racchiudere il testo citato tra virgolette, oppure segnalare la citazione con altre forme appropriate. Anche quando si fa una parafrasi, un sunto o un estratto – casi in cui non si usano le virgolette – è scientificamente obbligatorio citare il testo da cui sono state ricavate le idee e le informazioni. Si tenga presente che le fonti vanno citate in nota o tra parentesi nel testo man mano che le si adopera, e non soltanto nella bibliografia finale.

I plagi sono di solito facilmente identificabili da parte dei docenti, che oltre a essere specialisti della materia si avvalgono di un software apposito in dotazione all’ateneo, in grado di misurare con precisione il grado di originalità di un prodotto scritto. Si ricordi inoltre che è sempre facoltà del/la docente di chiedere spiegazioni e discutere il lavoro realizzato in ambito didattico. Oltre a essere sanzionabile penalmente, un plagio può essere motivo sufficiente per respingere una tesi anche già finita e addirittura per togliere un titolo di studio già assegnato.