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6726 - Lingua e cultura italiane per stranieri
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Il laureato magistrale ha una conoscenza approfondita dei principi e delle variabili che caratterizzano i processi acquisizionali di chi usa e impara l’italiano come lingua aggiuntiva. Conosce altresì la gamma di scelte operativo-didattiche richieste all’insegnante di italiano L2 a livello di pianificazione curricolare, impianto metodologico e gestione della classe plurilingue e multiculturale. In merito all’oggetto di insegnamento, conosce in modo approfondito il funzionamento della lingua italiana, in prospettiva sia diacronica che sincronica, sia nello scritto che nel parlato. Possiede inoltre una vasta base di conoscenze relative alla cultura e alla letteratura italiane, che sa mettere in relazione con più ampie dinamiche culturali, storiche, sociali, artistiche e filosofiche. Per quanto riguarda la diversità linguistica, parla e scrive con competenza due lingue straniere e conosce in modo approfondito almeno una letteratura straniera. Infine, ha piena consapevolezza delle dinamiche linguistiche e culturali che caratterizzano le società contemporanee in una pluralità di contesti (scuola, settore lavorativo, servizi pubblici, ecc.), nonché delle modalità con cui è possibile giungere a una mediazione efficace.
Le suddette conoscenze e capacità di comprensione sono conseguite dallo studente sia tramite lo studio individuale, sia grazie alla partecipazione a lezioni frontali e interattive, seminari e laboratori. La verifica del raggiungimento delle conoscenze avviene principalmente attraverso prove d'esame scritte e/o orali.
Il laureato magistrale è in grado di descrivere e analizzare le varietà di apprendimento di chi sta imparando l’italiano come L2, ed è in grado di interpretare criticamente le dinamiche che caratterizzano l’interazione tra parlanti nativi e non nativi di italiano. Queste capacità gli permettono di valutare quali interventi didattici e/o di mediazione siano più efficaci nei vari contesti in cui opera. In merito alla classe di lingua italiana, è esperto nel progettare, condurre e valutare corsi che rispondano ai bisogni linguistico-comunicativi di una pluralità di apprendenti sia in Italia (ad esempio, alunni della scuola, lavoratori immigrati, adulti inseriti nei percorsi di accoglienza) che all’estero (tra cui, studenti della scuola secondaria, appassionati di lingua e cultura italiane). Quando necessario, sa applicare le conoscenze letterarie e culturali acquisite, facendo dell’insegnamento della lingua italiana un’esperienza culturale completa e densa di saperi. In tutti i contesti in cui opera, è infine capace di interagire in maniera efficace e appropriata con le persone con cui entra in contatto, forte di competenze linguistiche sviluppate in due lingue straniere e di una solida preparazione in merito alla diversità linguistico-culturale e alla mediazione interculturale.
Tali risultati sono raggiunti attraverso una didattica mirata, che supporta lo studio individuale con lezioni frontali, attività seminariali e con il tirocinio obbligatorio. Quest’ultimo, svolto presso enti e istituzioni in Italia o all’estero, completa la formazione professionale dei laureati, offrendo loro l’occasione di sfruttare e sviluppare ulteriormente le competenze maturate in aula, grazie all’esperienza diretta di realtà sociali e culturali specifiche (scuole, uffici pubblici, associazioni che lavorano con e per i migranti, enti che si occupano della promozione della lingua e della cultura italiane all’estero, ecc.).
Il/la laureato/a magistrale:
L’autonomia di giudizio viene sviluppata dagli studenti in particolare tramite la partecipazione ad attività seminariali, la preparazione di elaborati in itinere nell’ambito degli insegnamenti di base e caratterizzanti, e le attività di ricerca orientate alla preparazione della prova finale.
La verifica del grado di autonomia di giudizio acquisito dagli studenti avviene contestualmente alla valutazione del raggiungimento degli obiettivi previsti dalle singole attività formative e, in particolare, durante il percorso di preparazione della prova finale.
Il/la laureato/a magistrale:
La capacità di esprimersi nelle lingue straniere studiate viene promossa attraverso esercitazioni e attività di laboratorio; viene infine valutata attraverso esami orali e scritti.
Le abilità comunicative scritte e orali in italiano sono sviluppate nel corso dell’intero percorso magistrale, sia in merito alle specifiche attività formative (es. i linguaggi specialistici) sia in maniera trasversale alle discipline. La prova finale offre inoltre allo studente un’ulteriore opportunità di approfondimento dell’italiano come strumento di analisi ed elaborazione dei fenomeni d’indagine, e mezzo di comunicazione (scritta e orale) del lavoro svolto.
Le abilità comunicative complessive degli studenti vengono verificate contestualmente alle prove d’esame sia per le lingue straniere (tramite, ad esempio, comprensione di testi orali e scritti, test linguistici, ecc.) sia per l’italiano (stesura di saggi brevi, elaborazione di unità didattiche e capacità di esposizione orale).
Il/la laureato/a magistrale:
Gli studenti sviluppano le suddette capacità di apprendimento durante il percorso di studi nel suo complesso e, in particolare, tramite lo studio individuale, lo svolgimento dei progetti e delle esercitazioni previsti dai singoli insegnamenti e l’attività di ricerca condotta per la preparazione della prova finale.
La capacità di apprendimento viene valutata contestualmente alle prove d’esame e, in particolare, durante il percorso di elaborazione della prova finale in merito, ad esempio, alla creazione sempre più autonoma della bibliografia di riferimento, alla raccolta e all’analisi dei dati, fino alle gestione del processo di stesura della tesi.
I laureati e le laureate magistrali hanno una conoscenza approfondita dei principi e delle variabili che caratterizzano i processi acquisizionali di chi usa e impara una lingua aggiuntiva, nonché dei meccanismi alla base del funzionamento delle lingue naturali; conoscono inoltre la gamma di scelte operativo-didattiche richieste all’insegnante di lingue a livello di pianificazione curricolare, impianto metodologico e gestione della classe multilingue e multiculturale. Hanno piena consapevolezza delle dinamiche linguistiche e culturali che caratterizzano le società contemporanee in una pluralità di contesti (scuola, settore lavorativo, servizi pubblici, ecc.). Conoscono, comprendono e sanno impiegare adeguatamente gli strumenti teorico-pratici utili alla mediazione linguistico-culturale, alla progettazione e al coordinamento di iniziative interculturali, alla redazione di testi linguistici inclusivi e all’utilizzo di tecnologie digitali e IA generativa per la comprensione e la valorizzazione della diversità linguistico-culturale. Parlano e scrivono con competenza due lingue straniere, e ne conoscono in modo approfondito il funzionamento, in ottica soprattutto sincronica e di variazione. Posseggono infine conoscenze relative alla letteratura, che sanno mettere in relazione con più ampie dinamiche culturali, storiche, sociali e artistiche. Queste conoscenze e capacità di comprensione sono sviluppate tramite lo studio individuale, grazie alla partecipazione a lezioni frontali e interattive, laboratori, e nel corso delle attività previste dal tirocinio e dai seminari alternativi al tirocinio.
La verifica del raggiungimento delle conoscenze avviene principalmente attraverso prove d’esame scritte e/o orali e la redazione dell’elaborato finale.
I laureati e le laureate magistrali sono in grado di descrivere e analizzare le varietà di apprendimento di chi sta imparando una lingua aggiuntiva, e sono in grado di interpretare criticamente le dinamiche che caratterizzano l’interazione tra parlanti nativi e non nativi. Queste capacità permettono loro di valutare quali interventi didattici siano più efficaci nei vari contesti in cui operano. Possiedono competenze nella progettazione, realizzazione e valutazione di percorsi formativi calibrati sui bisogni comunicativi di apprendenti diversi. In merito alla didattica dell’italiano, ciò si traduce, ad esempio, nell’insegnamento a scuola, in corsi di lingua rivolti a lavoratori stranieri, oppure in attività di alfabetizzazione e potenziamento linguistico per adulti inseriti nei programmi di accoglienza. All’estero, l’esperienza include l’organizzazione di corsi di lingua e cultura italiana per studenti della scuola secondaria, laboratori di conversazione per appassionati della cultura italiana, nonché moduli universitari di lingua italiana destinati a studenti Erasmus e a futuri docenti di lingue. In merito alla didattica delle lingue straniere, ciò significa, nei contesti scolastici, accompagnare adolescenti e giovani adulti nello sviluppo di competenze linguistiche e comunicative, anche tramite l’uso di metodologie innovative (didattica laboratoriale, uso delle tecnologie digitali, applicativi basati su IA generativa).
Nei corsi privati, in Italia come all’estero, i laureati e le laureate magistrali sono esperti nel preparare gli studenti di lingua a sostenere certificazioni internazionali e nel progettare percorsi su misura per studenti universitari, apprendenti adulti iscritti a diplomi e corsi serali così come a professionisti e lavoratori, sempre facendo particolare attenzione ai linguaggi settoriali, alla comunicazione interculturale e all’uso autentico della lingua in contesti di utilità concreta per gli apprendenti. In tutti gli ambiti in cui operano (dell’italiano quanto delle lingue straniere), quando necessario, sanno applicare le conoscenze letterarie e culturali acquisite, facendo dell’insegnamento della lingua un’esperienza culturale completa e densa di saperi.
Anche al di là della didattica dell'italiano L2 e delle lingue straniere, sono capaci di interagire in maniera efficace e appropriata con le persone con cui entrano in contatto, forti di competenze linguistiche sviluppate in due lingue straniere e di una solida preparazione in merito alla diversità linguistico-culturale e alla facilitazione interculturale. Ciò significa che sanno, ad esempio, redigere materiali linguistici inclusivi, gestire la comunicazione interculturale in contesti vari (tra cui, sanitario, giuridico, aziendale o turistico), e contribuire allo sviluppo di iniziative nell’ambito della promozione culturale, del turismo sostenibile o delle relazioni internazionali.
Tali risultati sono raggiunti attraverso una didattica mirata, che supporta lo studio individuale con lezioni frontali e laboratori, nonché con il tirocinio curricolare e i seminari alternativi al tirocinio. Quest’ultimo, svolto presso enti e istituzioni in Italia o all’estero, completa la formazione professionale dei laureati, offrendo loro l’occasione di sfruttare e sviluppare ulteriormente le competenze maturate in aula, grazie all’esperienza diretta di realtà sociali e culturali specifiche.
La capacità di applicare quanto appreso viene valutata principalmente attraverso prove d’esame scritte e/o orali (inclusi project work e relazioni) e la redazione dell’elaborato finale.
Il laureato o la laureata magistrale:
L’autonomia di giudizio viene sviluppata tramite la realizzazione di elaborati in itinere, attività laboratoriali, l’esperienza di tirocinio, i seminari professionalizzanti alternativi al tirocinio, e le attività di ricerca orientate alla preparazione della prova finale.
La verifica del grado di autonomia di giudizio acquisito dagli studenti avviene contestualmente alla valutazione del raggiungimento degli obiettivi previsti dalle singole attività formative e, in particolare, durante il percorso di preparazione della prova finale.
Il laureato o la laureata magistrale:
La capacità di esprimersi nelle lingue straniere studiate viene promossa attraverso esercitazioni, attività di laboratorio, l’esperienza di tirocinio e i seminari professionalizzanti alternativi al tirocinio. Le abilità comunicative scritte e orali in italiano sono sviluppate nel corso dell’intero percorso magistrale, sia in merito alle specifiche attività formative sia in maniera trasversale alle discipline. La prova finale offre un’ulteriore opportunità di approfondimento sia di una delle due lingue straniere studiate che di quella italiana; entrambe sono infatti impiegate come strumenti di analisi dei fenomeni d’indagine e mezzi di comunicazione (scritta e/o orale) del lavoro svolto.
Le abilità comunicative complessive degli studenti vengono verificate contestualmente alle prove d’esame sia per le lingue straniere (tramite, ad esempio, comprensione di testi orali e scritti, test linguistici, ecc.) sia per l’italiano (stesura di saggi brevi, elaborazione di unità didattiche e capacità di esposizione orale). Sono poi oggetto di valutazione anche in occasione della prova finale.
Il laureato o la laureata magistrale:
Le capacità di apprendimento vengono sviluppate nel corso dell’intero percorso di studi, in particolare tramite lo studio individuale, lo svolgimento dei progetti e delle esercitazioni previsti dai singoli insegnamenti e l’attività di ricerca condotta per la preparazione della prova finale.
La verifica delle capacità di apprendimento avviene contestualmente alle prove d’esame, nel corso delle attività di tirocinio o dei seminari alternativi al tirocinio, e durante la redazione e la discussione della tesi.
Il laureato magistrale ha una conoscenza approfondita dei principi e delle variabili che caratterizzano i processi acquisizionali di chi usa e impara l'italiano come lingua aggiuntiva. Conosce altresì la gamma di scelte operativo-didattiche richieste all'insegnante di italiano L2 a livello di pianificazione curricolare, impianto metodologico e gestione della classe plurilingue e multiculturale. In merito all'oggetto di insegnamento, conosce in modo approfondito il funzionamento della lingua italiana, in prospettiva sia diacronica che sincronica, sia nello scritto che nel parlato. Possiede inoltre una vasta base di conoscenze relative alla cultura e alla letteratura italiane, che sa mettere in relazione con più ampie dinamiche culturali, storiche, sociali, artistiche e filosofiche. Per quanto riguarda la diversità linguistica, parla e scrive con competenza due lingue straniere e conosce in modo approfondito almeno una letteratura straniera. Infine, ha piena consapevolezza delle dinamiche linguistiche e culturali che caratterizzano le società contemporanee in una pluralità di contesti (scuola, settore lavorativo, servizi pubblici, ecc.), nonché delle modalità con cui è possibile giungere a una mediazione efficace.
Le suddette conoscenze e capacità di comprensione sono conseguite dallo studente sia tramite lo studio individuale, sia grazie alla partecipazione a lezioni frontali e interattive, seminari e laboratori. La verifica del raggiungimento delle conoscenze avviene principalmente attraverso prove d'esame scritte e/o orali.
Il laureato magistrale è in grado di descrivere e analizzare le varietà di apprendimento di chi sta imparando l'italiano come L2, ed è in grado di interpretare criticamente le dinamiche che caratterizzano l'interazione tra parlanti nativi e non nativi di italiano. Queste capacità gli permettono di valutare quali interventi didattici e/o di mediazione siano più efficaci nei vari contesti in cui opera. In merito alla classe di lingua italiana, è esperto nel progettare, condurre e valutare corsi che rispondano ai bisogni linguistico-comunicativi di una pluralità di apprendenti sia in Italia (ad esempio, alunni della scuola, lavoratori immigrati, adulti inseriti nei percorsi di accoglienza) che all'estero (tra cui, studenti della scuola secondaria, appassionati di lingua e cultura italiane). Quando necessario, sa applicare le conoscenze letterarie e culturali acquisite, facendo dell'insegnamento della lingua italiana un'esperienza culturale completa e densa di saperi. In tutti i contesti in cui opera, è infine capace di interagire in maniera efficace e appropriata con le persone con cui entra in contatto, forte di competenze linguistiche sviluppate in due lingue straniere e di una solida preparazione in merito alla diversità linguistico-culturale e alla mediazione interculturale.
Tali risultati sono raggiunti attraverso una didattica mirata, che supporta lo studio individuale con lezioni frontali, attività seminariali e con il tirocinio obbligatorio. Quest'ultimo, svolto presso enti e istituzioni in Italia o all'estero, completa la formazione professionale dei laureati, offrendo loro l'occasione di sfruttare e sviluppare ulteriormente le competenze maturate in aula, grazie all'esperienza diretta di realtà sociali e culturali specifiche (scuole, uffici pubblici, associazioni che lavorano con e per i migranti, enti che si occupano della promozione della lingua e della cultura italiane all'estero, ecc.).
Il/la laureato/a magistrale:
- è in grado di osservare e interpretare criticamente una varietà di fenomeni sociali, culturali, linguistici e didattici collegati all'apprendimento e all'insegnamento della lingua italiana, facendo leva sulle conoscenze e le metodologie disciplinari acquisite;
- è in grado di progettare proposte didattiche innovative nell'ambito della didattica dell'italiano L2, rispondendo opportunamente ai bisogni linguistici, culturali e interculturali di una varietà di apprendenti (es. bambini vs adulti) in una pluralità di contesti (in Italia vs all'estero, a persone altamente istruite vs con scolarità debole);
- conduce percorsi autonomi di ricerca in campo linguistico e glottodidattico.
L'autonomia di giudizio viene sviluppata dagli studenti in particolare tramite la partecipazione ad attività seminariali, la preparazione di elaborati in itinere nell'ambito degli insegnamenti di base e caratterizzanti, e le attività di ricerca orientate alla preparazione della prova finale.
La verifica del grado di autonomia di giudizio acquisito dagli studenti avviene contestualmente alla valutazione del raggiungimento degli obiettivi previsti dalle singole attività formative e, in particolare, durante il percorso di preparazione della prova finale.
Il/la laureato/a magistrale:
- ha ottima padronanza (livello C1) di almeno una delle due lingue straniere studiate, in riferimento a tutte le abilità comunicative;
- possiede ottime capacità di comunicazione orale e scritta in lingua italiana;
La capacità di esprimersi nelle lingue straniere studiate viene promossa attraverso esercitazioni e attività di laboratorio; viene infine valutata attraverso esami orali e scritti.
Le abilità comunicative scritte e orali in italiano sono sviluppate nel corso dell'intero percorso magistrale, sia in merito alle specifiche attività formative (es. i linguaggi specialistici) sia in maniera trasversale alle discipline. La prova finale offre inoltre allo studente un'ulteriore opportunità di approfondimento dell'italiano come strumento di analisi ed elaborazione dei fenomeni d'indagine, e mezzo di comunicazione (scritta e orale) del lavoro svolto.
Le abilità comunicative complessive degli studenti vengono verificate contestualmente alle prove d'esame sia per le lingue straniere (tramite, ad esempio, comprensione di testi orali e scritti, test linguistici, ecc.) sia per l'italiano (stesura di saggi brevi, elaborazione di unità didattiche e capacità di esposizione orale).
Il/la laureato/a magistrale:
- è capace di analizzare le specificità di ciascuna situazione didattica e/o interculturale, applicando criticamente le conoscenze acquisite;
- è in grado di utilizzare gli strumenti di analisi e i metodi di apprendimento sviluppati nel corso del percorso magistrale, per approfondire e aggiornare in autonomia le proprie conoscenze e competenze;
- è in grado di individuare gli strumenti e i percorsi di formazione adeguati a sviluppare ulteriormente le proprie conoscenze specialistiche e competenze professionali.
Gli studenti sviluppano le suddette capacità di apprendimento durante il percorso di studi nel suo complesso e, in particolare, tramite lo studio individuale, lo svolgimento dei progetti e delle esercitazioni previsti dai singoli insegnamenti e l'attività di ricerca condotta per la preparazione della prova finale.
La capacità di apprendimento viene valutata contestualmente alle prove d'esame e, in particolare, durante il percorso di elaborazione della prova finale in merito, ad esempio, alla creazione sempre più autonoma della bibliografia di riferimento, alla raccolta e all'analisi dei dati, fino alle gestione del processo di stesura della tesi.