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Frequenza delle lezioni

La frequenza delle lezioni non è obbligatoria ma è fortemente consigliata.
Moltissimi studenti sostengono che partecipare con continuità alle lezioni rende più fruttuoso e veloce il percorso di studi.

Se sei iscritto al primo anno, parti con il piede giusto! L’ingresso all'Università rappresenta un cambio nella modalità di studio e verifica. Prendere da subito il ritmo è fondamentale per non trovarsi, già alla fine del primo anno, in ritardo con l’acquisizione dei crediti formativi (cfu).

Alcuni buoni motivi per frequentare le lezioni:

  1. La guida e il supporto di un docente sono fondamentali per arricchire e completare l’apprendimento. Imparare non vuol dire studiare passivamente ma far emergere le nostre potenzialità attraverso l’interazione.
  2. Durante tutto il percorso formativo cresciamo, miglioriamo e costruiamo i nostri progetti attraverso il confronto con altre persone. Potrai collaborare con i compagni di corso, organizzare gruppi di studio, confrontare appunti sulle varie materie d'esame, condividere esperienze e strategie per preparare gli esami. Un’opportunità preziosa che vale la pena cogliere.
  3. Mentre siamo in aula stiamo già studiando, così ci prepariamo senza perdere mai il ritmo!
  4. Per gli insegnamenti di carattere pratico come laboratori e tirocini è fondamentale essere presenti e attivi in prima persona,  e pertanto la frequenza è obbligatoria.

 Se sei uno studente con particolari esigenze personali, consulta le informazioni sul prolungamento della durata degli studi (percorso flessibile).

Suggerimenti per propedeuticità esami

Il corso di laurea Magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria non prevede al suo interno delle propedeuticità (ovverosia, non è necessario svolgere prima l’esame di un insegnamento per poi sostenere il successivo). Il calendario didattico, così come lo conoscete articolato nel quinquennio, è frutto del lavoro concertato di docenti e rappresentanti degli studenti, e ha una sua ratio: sarebbe auspicabile, infatti, svolgere gli esami nell’ordine in cui si trovano.

Qualora ciò non dovesse essere possibile, il Corso di Laurea ha identificato delle “propedeuticità auspicabili” –cioè non formali- che sarebbe meglio seguire per garantire una maggiore coerenza al vostro percorso di studi e una migliore preparazione nell’affrontare discipline di livello successivo o esperienze laboratoriali e di tirocinio.

Si consiglia di svolgere gli esami dei seguenti insegnamenti come di seguito suggerito:

                                          PRIMA

DOPO

Esame di “Progettazione e sperimentazione scolastica” (Vannini e Guerra – secondo anno)

- Esame di “Teorie e procedure di valutazione scolastica” (Vannini – quarto anno);

- Tirocinio 4° anno (T4)

- Esame di “Pedagogia generale e sociale” (Fabbri, primo anno)

- Esame di “Pedagogia speciale per l'inclusione” (Sandri e ​Dainese, II anno)

- Esame di “Pedagogia interculturale” (Bolognesi, terzo anno).

- Esame di “Geometria e matematica di base” (Gimigliano, primo anno)

- Esame di “Fondamenti di matematica e didattica della matematica” (terzo anno) e poi l'esame di “Didattica della matematica con elementi di statistica” (quinto anno).

- Esame di “Letteratura e lingua italiana” (Chiantera, De Santis - primo anno)

- Esame di “Linguistica italiana” (Chiantera, terzo anno) e poi esame di “Didattica dell'italiano e della letteratura italiana” (Chiantera e De Santis, quarto anno)

- Esame di “Psicologia dello sviluppo” (Sansavini, secondo anno)

- Esame di “Psicologia della disabilità e dell'integrazione” (Guarini, terzo anno);

- Esame di “Psicopatologia dello sviluppo” (Mancini, quinto anno)

 

Va da sé che lo schema in questione –in assenza di propedeuticità formali- è da intendersi come caldeggiato consiglio allo studio, nell’ottica di un percorso graduale che possa aiutarvi ad affrontare con più coerenza il vostro percorso di studi.