6256 - Scienze archeologiche e bioarcheologiche in ambiente terrestre e marittimo
Il corso ha l’obiettivo di formare laureate e laureati specialisti nelle Scienze archeologiche e bioarcheologiche, con particolare riguardo per la preparazione nel campo dell’archeologia ambientale e marittima, dell’antropologia fisica e molecolare nonché della conservazione preventiva del patrimonio archeologico esposto al rischio delle mutazioni climatiche e paesaggistiche.
Mira a fornire una formazione approfondita in campo archeologico e antropologico, con una spiccata attenzione per la trasmissione agli studenti di metodologie scientifiche inter e transdisciplinari e di competenze tecnico-operative indispensabili per un approccio efficace al mondo del lavoro sui beni archeologici e antropologici.
Le laureate e i laureati magistrali nei corsi della classe dovranno possedere:
- una conoscenza specifica delle scienze archeologiche, osteoarcheologiche e bioantropologiche per lo studio del rapporto fra attività antropiche e variazioni ambientali in contesti che spaziano dall’Atlantico all’Asia orientale e dalla Preistoria al Medioevo collocandosi sia nei paesaggi terrestri sia in quelli d’acqua interni, costieri e marittimi, nonché avanzate competenze nei metodi e nelle tecniche applicate;
- competenze nel campo della diagnostica e conservazione preventiva del patrimonio archeologico esposto a rischi ambientali, dalla mappatura dei contesti alla valutazione del degrado;
- competenze scientifiche, sia teoriche sia operative, relative al settore dell'archeologia ambientale e marittima, della osteoarcheologia, della bioantropologia, delle scienze archeometriche e bioarcheologiche, nonché inerenti alle discipline giuridiche ed economiche applicate ai beni archeologici e antropologici;
- competenze nel settore della tutela, gestione, diagnostica, valorizzazione e divulgazione scientifica del patrimonio archeologico terrestre e sommerso;
- abilità nell'uso degli strumenti di natura informatica e bioinformatica e della comunicazione negli specifici ambiti di competenza, con riferimento alla classificazione dei reperti, alle operazioni di rilievo di monumenti e aree archeologiche, alla redazione di cartografie, elaborazione delle immagini, gestione e analisi dei dati territoriali, archeologici, osteoarcheologici, bioantropologici, ecologici e molecolari;
- un'autonoma capacità di ricerca nel campo delle scienze archeologiche, antropologiche e bioarcheologiche;
- abilità nel condividere i contenuti disciplinari, anche sviluppando nuovi metodi didattici.
Il corso :
- permette di acquisire un’adeguata conoscenza delle diverse discipline archeologiche sia di ambito pre-protostorico, classico, tardoantico e medievale sia di ambito orientale, con particolare riguardo per gli aspetti legati al rapporto fra le diverse comunità umane e gli ecosistemi antichi analizzato in senso diacronico e geografico;
- consente un’adeguata formazione osteoarcheologica, bioarcheologica e molecolare e un significativo approccio alle scienze archeometriche per la conservazione preventiva;
- assegna un amplissimo spazio di formazione tecnico-operativa per l’acquisizione, gestione e comunicazione dei dati, sia attraverso la partecipazione a laboratori, cantieri di scavo, e tirocini dedicati, sia includendo attività pratiche nei programmi di didattica frontale delle discipline caratterizzanti.
Il primo anno si concentra sullo studio delle principali discipline archeologiche suddivise fra archeologie dei paesaggi terrestri e delle dinamiche insediative; archeologie dei paesaggi costieri, insulari e marittimi; archeologie orientali tagliate su tematiche di mobilità e interazioni culturali fra Mediterraneo, Africa e Asia. A queste si aggiungono le discipline storiche, che spaziano dall’Egitto antico, al mondo greco, romano e bizantino fino alla storia medievale, con un focus specifico relativo all’impatto dell’ambiente naturale sulle dinamiche umane. Uno spazio significativo è dedicato alle discipline filologico-letterarie sviluppate in forma non tradizionale, come la papirologia applicata allo studio degli ecosistemi dell’Egitto greco-romano, l’antropologia ambientale del mondo iranico antico, l’antropologia storica del mondo greco, le categorie dell’immaginario indagate attraverso le fonti cristiane nella tarda antichità, lo studio della documentazione musicale e dei paesaggi sonori del Mediterraneo antico. Completano il percorso discipline di taglio metodologico e tecnico funzionali a garantire una formazione adeguata nel campo dello scavo archeologico, del rilevamento con tecniche geomatiche, dell’interpretazione del dato e della comunicazione archeologica. Infine, sono previsti 6 cfu di laboratori e scavi e il superamento del livello B2 di lingua inglese o francese o spagnola o tedesca.
Il secondo anno è dedicato più strettamente alla formazione scientifica e alla preparazione tecnica dello studente, con un gruppo di discipline incentrate sull’antropologia fisica e molecolare, su tafonomia ed ecologia e sulla diagnostica fisico-chimica applicata a materiali e contesti archeologici. Ampia scelta è riservata allo studente nel campo dell’archeologia ambientale nel paesaggio terrestre e marittimo e delle metodologie applicate: il corso offre infatti insegnamenti di archeologia subacquea, zooarcheologia, archeobotanica, paleo-agronomia, archeo-entomologia e analisi quantitative rivolte allo studio dei dati archeologici e antropologici. La formazione è integrata da discipline connesse alle problematiche di vulnerabilità, conservazione, valorizzazione e restauro del patrimonio archeologico terrestre e sommerso, comprendenti la conoscenza degli aspetti materici e tecnici delle architetture antiche; e da insegnamenti incentrati sugli aspetti giuridici, economico-gestionali e sociologici per lo studio e la salvaguardia del patrimonio archeologico terrestre e degli ecosistemi marittimi. Il percorso si completa con 12 cfu a scelta dello studente, ulteriori 6 cfu di attività di laboratori e scavi, 4 cfu di tirocinio e la prova finale Al termine del percorso, lo studente/la studentessa ha acquisito una preparazione completa, inter e transdisciplinare, non solo adeguata rispetto alla fondamentale conoscenza delle discipline caratterizzanti per la formazione storico-archeologica e bioarcheologica, ma anche originale e innovativa, quindi estremamente competitiva per il mondo del lavoro, essendo in grado di gestire, salvaguardare e promuovere il patrimonio archeologico e bioarcheologico terrestre e sommerso come bene essenziale per lo sviluppo economico e culturale delle società del futuro.