Con il nuovo ordinamento il Corso di Laurea Magistrale si rinnova, rafforzando il legame tra studio, ricerca e sbocchi professionali, e valorizzando le sue competenze più consolidate.
Dal 2026/27 il Corso si chiamerà semplicemente Archeologia, mentre Archeologia e Culture del mondo antico diventerà il nome del curriculum in lingua italiana. Questo cambiamento rende il Corso più facile da riconoscere e aiuta a mettere meglio in evidenza le caratteristiche del percorso in italiano, basato su un approccio ampio e interdisciplinare, che unisce studio teorico, lavoro sul campo e analisi delle fonti materiali e storiche.
Un primo elemento qualificante è il potenziamento dell’impianto metodologico e applicativo. Il Corso consolida la centralità delle metodologie archeologiche, della documentazione stratigrafica e dei contesti, dell’analisi dei materiali e della gestione dei dati, con una maggiore attenzione agli strumenti informatici per la produzione, l’analisi e la restituzione delle informazioni archeologiche.
L’ordinamento aggiornato valorizza inoltre in modo più esplicito l’integrazione tra archeologia, discipline storiche ed epigrafiche e area tecnico-scientifica, consentendo una formazione realmente interdisciplinare. Le fonti scritte ed epigrafiche sono sempre più integrate nello studio dei contesti materiali, mentre le competenze scientifiche e giuridico-amministrative vengono orientate in maniera mirata alla tutela, gestione e valorizzazione del patrimonio archeologico, in linea con il quadro normativo e operativo attuale. Particolare rilievo assume anche il rafforzamento delle attività pratiche, integrate fin dal primo anno in entrambi i curricula. Laboratori, scavi archeologici, ricerche non invasive, tirocini e seminari sono concepiti come parte strutturale del percorso formativo, con percorsi specifici dedicati ai contesti, ai materiali, alle bioarcheologie e alle pratiche della tutela. Questo assetto consente di sviluppare competenze operative avanzate, capacità di lavoro in autonomia e in gruppo e abilità comunicative rivolte sia a un pubblico specialistico sia non specialistico.
Un ulteriore elemento di novità riguarda la più chiara distinzione e caratterizzazione dei due curricula.
- Curriculum ACMA - Archeologia e Culture del Mondo Antico. ACMA rafforza l’organizzazione per aree di apprendimento e ambiti culturali, offrendo flessibilità nella costruzione di percorsi disciplinari autonomi e un’attenzione più marcata agli aspetti professionalizzanti, in particolare quelli legati alla all’archeologia preventiva e alla tutela e alla gestione del patrimonio archeologico.
- Curriculum ACRA – Applied Critical Archaeology and Heritage. ACRA, erogato totalmente in lingua inglese, consolida la propria vocazione internazionale, sviluppando blocchi tematici orientati allo studio del patrimonio archeologico, agli approcci sociali e alla cultura materiale e scritta, in un quadro cronologico e geografico ampio tra Mediterraneo e Medio Oriente. Il percorso rafforza inoltre le competenze trasversali di tipo scientifico e giuridico-comparativo, preparando a operare in contesti multiculturali e globalizzati.
Nel complesso, le novità introdotte dall’ordinamento mirano a rendere il Corso ancora più aderente alle trasformazioni della disciplina archeologica e del mondo del lavoro, rafforzando in modo significativo la preparazione nei settori oggi centrali per la professione dell’archeologo.
N.B. Il riordino del Corso sarà effettivo a partire dall'a.a. 2026/27 e prevederà la nuova denominazione “Archeologia” e un nuovo codice corso (6244).
Gli studenti immatricolati nell’a.a. 25/26 dovranno fare riferimento, per individuare le informazioni relative al proprio piano didattico, al codice corso 6702, mentre gli studenti immatricolati nell’a.a. 2024/25 al codice corso 8855.
Consigliamo quindi agli studenti di prestare particolare attenzione nell’apportare modifiche al piano di studio nella finestra di compilazione prevista dal 7 gennaio al 10 aprile 2026, dal momento che molte attività formative non saranno più attive e, quindi selezionabili, nell’a.a. 2026/27, a causa del suddetto riordino del Corso di studio.