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Prospettive

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9071 - Arti visive

Profili professionali

Il profilo professionale che si intende formare

Curatore e Conservatore di Musei

Funzione in un contesto di lavoro

La figura del curatore e conservatore di collezioni private e pubbliche, fondazioni,  musei – nelle sue diverse accezioni di direttore, conservatore, curatore, responsabile dei servizi educativi e di comunicazione, registrar– programma, organizza, sovrintende e controlla le attività collegate alla gestione delle collezioni, svolge ricerche, valuta e garantisce la conservazione di artefatti di interesse storico, culturale o artistico e di opere d’arte; ne rende disponibile la documentazione su supporti digitali o analogici; coordina attività di valorizzazione e mediazione culturale; gestisce/promuove programmi culturali; organizza mostre ed eventi anche in ambito internazionale; gestisce/coordina le risorse umane; gestisce/coordina l’organizzazione della struttura. Cura i rapporti con il pubblico, le istituzioni anche straniere, i ministeri collegati, le associazioni e gli sponsor. Coordina il suo operato con altri settori specifici come quello della tutela, del restauro e della comunicazione.

Competenze associate alla funzione

 

Il curatore/conservatore di musei è capace di elaborare in autonomia ricerche storico-artistiche approfondite e di comunicare efficacemente e in modo appropriato rispetto alle esigenze dei destinatari i valori del patrimonio artistico in tutte le sue declinazioni, ha conoscenza del lessico specifico anche in una o più lingue straniere; è in possesso di competenze di base inerenti le motivazioni etiche, giuridiche, sociali collegate alle funzioni di tutela e valorizzazione dei beni culturali. Ha conoscenza dei programmi di elaborazione di testi, delle tecniche di gestione di archivi e di banche dati anche digitali, è capace di inserirsi positivamente anche in un ambito professionale internazionale, è in grado di coordinare le proprie azioni per la valorizzazione del patrimonio storico-artistico a quelle degli altri partner istituzionali e professionali anche grazie alla conoscenza di una o più lingue straniere.

Sbocchi Occupazionali

 

La laurea magistrale in Arti visive consente di operare in diversi contesti professionali privati e pubblici (con accesso secondo le normative vigenti): presso istituzioni specifiche quali Soprintendenze e Musei, Centri culturali, Fondazioni, Enti ed Istituzioni pubbliche e private sia italiane sia straniere. I laureati potranno svolgere professioni collegate allo specifico settore storico-artistico in particolare nei settori della museologia e curatorship, dei servizi culturali e di comunicazione in tutte le loro declinazioni, con funzioni di responsabilità nei settori riguardanti la conoscenza, la catalogazione, lo studio, la tutela e il recupero dei beni storico-artistici.

L’esercizio della professione di curatore e conservatore di musei pubblici prevede uno specifico percorso di specializzazione post-laurea.

I laureati potranno anche accedere, nei modi previsti dalla normativa vigente, ai livelli ulteriori della formazione universitaria come corsi di III ciclo finalizzati alla ricerca o professionalizzanti (Scuole di Specializzazione, Dottorato di ricerca, Master di II livello).

I laureati che avranno crediti in numero sufficiente in opportuni gruppi di settori potranno, come previsto dalla legislazione vigente, partecipare alle prove di ammissione per i percorsi di formazione per l’insegnamento secondario.

 

Il profilo professionale che si intende formare

Esperto d’Arte

Funzione in un contesto di lavoro

La figura dell’esperto d’arte – nelle sue diverse accezioni di critico d’arte, esperto del sistema delle arti visive, storico dell’arte – svolge attività di individuazione, conoscenza, ricerca, protezione, gestione, valorizzazione, formazione, educazione inerenti ai beni storico-artistici. È una professione di elevato contenuto intellettuale che si svolge sia presso enti pubblici e privati, sia come lavoro autonomo. L’Esperto d’arte applica le sue conoscenze per valutare / identificare / promuovere opere d’arte ed artisti anche in ambito internazionale.

Compiti specifici della sua figura professionale sono: individuare, analizzare, documentare, valutare i beni storico–artistici; curare collezioni e mostre, gestire gallerie; svolgere attività di studio, ricerca, formazione, educazione nel campo della Arti Visive.

Competenze associate alla funzione

 

Le competenze disciplinari collegate ai corsi presenti nel piano didattico e la complementarietà dei metodi didattici proposti, consentono di formare figure  capaci di elaborare in autonomia ricerche storico-artistiche e di comunicare efficacemente e in modo appropriato rispetto alle esigenze dei destinatari i valori del patrimonio artistico in tutte le sue declinazioni, capaci di inserirsi positivamente in un ambito internazionale, in grado di coordinare le proprie azioni a quelle degli altri partner istituzionali e professionali anche grazie alla conoscenza di una o più lingue straniere e delle norme legislative sui beni culturali. L’esperto d’arte, inoltre, è in possesso di competenze di base inerenti alle motivazioni etiche, giuridiche, sociali collegate alla gestione, anche imprenditoriale, dei beni culturali e ha nozioni di management culturale.

Sbocchi Occupazionali

 

I laureati potranno svolgere professioni collegate allo specifico settore storico-artistico in modo autonomo o presso istituzioni pubbliche o private, italiane o estere, in particolare nei settori dei servizi culturali e di comunicazione o del mercato dell’arte in tutte le sue declinazioni.

I laureati potranno anche accedere, nei modi previsti dalla normativa vigente, ai livelli ulteriori della formazione universitaria come corsi di III ciclo finalizzati alla ricerca o professionalizzanti (Scuole di Specializzazione, Dottorato di ricerca, Master di II livello).

I laureati che avranno crediti in numero sufficiente in opportuni gruppi di settori potranno, come previsto dalla legislazione vigente, partecipare alle prove di ammissione per i percorsi di formazione per l’insegnamento secondario.

 

Il profilo professionale che si intende formare

Esperto in mediazione e valorizzazione del patrimonio storico artistico

Funzione in un contesto di lavoro

L’esperto in mediazione e valorizzazione del patrimonio storico artistico si occupa di progettare, organizzare, realizzare la comunicazione ai pubblici di opere, collezioni e musei utilizzando strumenti e tecnologie complementari dall’editoria d’arte tradizionale al web; elabora forme di didattica museale fruibili anche da visitatori stranieri, progetta e organizza attività di valorizzazione e promozione collegate al patrimonio storico artistico; raccoglie, riporta e commenta notizie di ambito artistico anche internazionale (eventi culturali, espositivi, eccetera); coordina il suo operato con altri settori specifici come quello della didattica e del turismo.

Competenze associate alla funzione

 

L’esperto in mediazione e valorizzazione del patrimonio storico artistico è capace di elaborare in autonomia ricerche storico-artistiche e di comunicare efficacemente e in modo appropriato, rispetto alle esigenze dei destinatari i valori del patrimonio artistico in tutte le sue declinazioni; ha conoscenza del lessico specifico anche in una o più lingue straniere ed è capace di inserirsi positivamente in un ambito internazionale. Ha conoscenza dei programmi di elaborazione di testi, delle tecniche di gestione di archivi e di banche dati anche digitali. È in possesso di competenze di base inerenti alle motivazioni etiche e sociali collegate alla valorizzazione dei beni culturali e alla loro fruizione. È in grado di coordinare le proprie azioni a quelle degli altri partner istituzionali e professionali anche grazie alla conoscenza delle norme legislative sui beni culturali e sul diritto d’autore.

Sbocchi Occupazionali

I laureati possono svolgere professioni collegate allo specifico settore storico-artistico presso istituzioni pubbliche o private, italiane o estere, in particolare nei settori dei servizi educativi, culturali e di comunicazione in tutte le loro declinazioni (Editoria tradizionale e web; radio e televisioni pubbliche e private; uffici stampa di musei, fondazioni, associazioni per il turismo…).

I laureati potranno anche accedere, nei modi previsti dalla normativa vigente, ai livelli ulteriori della formazione universitaria come corsi di III ciclo finalizzati alla ricerca o professionalizzanti (Scuole di Specializzazione, Dottorato di ricerca, Master di II livello).

I laureati che avranno crediti in numero sufficiente in opportuni gruppi di settori potranno, come previsto dalla legislazione vigente, partecipare alle prove di ammissione per i percorsi di formazione per l’insegnamento secondario.

 

Proseguire gli studi

Dà accesso agli studi di terzo ciclo (Dottorato di ricerca e Scuola di specializzazione) e master universitario di secondo livello.

 

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